Il Coro ligneo
 

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Pannello sinistro di chiusura   Veduta d'insieme di parte del Coro   Pannello destro di chiusura

Nell’abside della chiesa di S. Antonio c’e’ un bellissimo coro ligneo di stile barocco, realizzato in legno di noce e scolpito, probabilmente, nel 1616 da Girolamo da Stigliano, aiutato forse da una èquipe di maestri intagliatori del paese e dagli stessi monaci.
Il  coro è composto da 23 stalli che hanno due ordini:il superiore per i professi (frati che hanno fatto  la professione dei voti) e l’inferiore per i conversi (frati laici addetti per lo più a lavori di fatica). Ogni stallo ha un sedile e un dorsale alto con alette divisorie; l’inginocchiatoio, riguardante solo gli stalli superiori è addossato alla spalliera di quelli inferiori, i passaggi e le parti terminali sono chiusi da fiancali.  Sul pannello della spalliera di ogni stallo superiore è intagliata la figura di un Santo; i pannelli degli stalli inferiori invece, riproducono scene caratteristiche della vita lavorativa del tempo (allegoria dei mestieri).  La scena iniziale indica l’ incarico dato dal Padre Guardiano per la realizzazione del Coro; vi è poi il contadino che seziona il maiale, la mietitura,lo speziale che pesta le erbe nel mortaio, il ramaio, la filatrice di lana, la donna che va a vendere i polli, il calderaio, il venditore di caldaie, il trascorrere del tempo e nell’ ultimo pannello l’artista che consegna il lavoro. Anche il coro ligneo di Rivello rispetta lo schema che si determinò nel periodo gotico e che è tipico di tutti i cori lignei. L’ opera è stata sottoposta a recente restauro, effettuato dall’artista Pasquale Marsico di Gravina  in modo encomiabile ed ha ripreso il suo posto nell’ abside nel luglio del 1992. Purtroppo è andato smarrito, misteriosamente, il pezzo senz’altro più importante del coro: un magnifico leggio riccamente intagliato, che ai 4 angoli portava incise le date 1623, 1625, 1641, 1653, indicando così  trent’anni di lavoro. Nel libro "Il Convento di S. Antonio a Rivello" di Biagio Ferrari (Ed. Mazzilli Rivello PZ 1995), a pagina 37 l'autore così riferisce:
" Di esso, rimasto nel Convento, non si hanno notizie ... Quando il Coro fu smontato notai che poggiava sopra un piano formato con traversine di rovere, su cui ancorava l'intelaiatura di castagno che sosteneva i pannelli; il tutto era fissato con chiodi quadrangolari e le cerniere dei sedili erano "i chjebbùne" prodotti da fabbri locali".