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Il Convento di S. Antonio, dopo
successive ricostruzioni e ristrutturazioni, assunse l’aspetto definitivo
nel 1515 per opera dell’Ordine dei Frati Minori Osservanti di Basilicata,
dietro autorizzazione papale. In esso vi potevano abitare 14 frati.
Fu soppresso nel 1807 con decreto napoleonico, poi ufficialmente
ripristinato nel 1817 e nuovamente soppresso nel 1866. Nonostante ciò il
Convento fu abitato fino al 1898. In seguito, a causa di un lungo periodo
d’abbandono, le strutture architettoniche diventarono sempre più precarie e
si decise, negli anni cinquanta, di demolire addirittura l’ala sud perché
ritenuta pericolante. La demolizione naturalmente non tenne conto degli
affreschi e della grande biblioteca, che andarono irrimediabilmente perduti!
Il restauro (iniziato sul finire degli anni settanta e terminato nel 1993) è
stato finalizzato alla conservazione dell’ esistente ed alla sua
integrazione con nuove opere.
Il complesso del Convento è simile all’ impostazione architettonica degli
altri conventi francescani esistenti in Basilicata, costituita da tre corpi
di fabbrica e dall’aula ecclesiale che circonda un chiostro quadrangolare;
al centro di esso vi si trova un pozzo in stile spagnolo che risale al XVII
secolo. In origine le pareti intorno al chiostro erano occupate da molti
affreschi (come anche nella chiesa e nel refettorio) da attribuire a
Giovanni Todisco di Abriola, che ha dipinto l’ Ultima Cena nel 1559 e anche
le Storie della vita di Cristo, contenute nell’ ala orientale del chiostro
di cui sopravvivono purtroppo solo frammenti. Il figlio di Giovanni Todisco
(Girolamo) ha dipinto le scene
dell’ Annunciazione e le storie del ciclo
francescano.
Dal lato sinistro del portico si può accedere alla cappella del Carmine
(costruita tra il 1616 e il 1645) di fattura simile alla cupola
rinascimentale – fiorentina. In passato era un’ edicola funeraria. Ne è la
prova il quadro della Madonna del Carmine e le anime purganti attribuita al
pittore Giovanni Bernardino Azzolino da Napoli.
Si può accedere nel Chiostro dalla porta sul lato destro dell’ atrio e da
una porticina sul lato destro della Chiesa |