CHIESA DI S. NICOLA
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La facciata principale |
Nel luogo dove sorge attualmente
la chiesa, già esisteva nel nono secolo la cappella dei principi
Pinelli del Belmonte che fu ingrandita ai tempi di Carlo D'Angiò
quando Rivello fu dichiarata "Regia Città" La chiesa fu ricostruita in pieno settecento come si evince da varie date: 1774 sui portali, 1756 sul muro esterno del transetto destro, 1761 sulla parte esterna dell'abside. Di questa epoca restano soltanto gli stucchi delle navatelle e le targhe sugli archi di gusto rococò desunto da modelli napoletani. Le restanti parti in stucco furono rifatti nel corso dei restauri promossi nel 1922 dal canonico Mennuti. In quel periodo il pittore M. Lanzaiani dipinse le volte e i peducci secondo un gusto decorativo tardo ottocentesco. A Rivello, dove il rito graco fu abolito soltanto al tempo di
papa Urbano VII (1623 - 1644), la chiesa di S. Nicola pare abbia
sempre adottato il rito latino e presenta un impianto originario
a croca libera, che è stato accostato dal Venditti a quello di
Sottostante la chiesa si trova la Cripta, più antica della chiesa, anch'essa a tre navate, abbellita da 34 colonne rustiche in pietra rivellese. I portali centrali e laterali in pietra scolpita, opera di maestranze meridionali, risalgono al 1944.
Fonte: Sovrintendenza ai Beni Archittettonici di Maratea (Uffficio di Rivello presso i locali del Convento di S. Antonio),anno 1995 .
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La navata centrale
La cripta |