Nota aggiuntiva

 

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      Il pagamento dei 55.000 ducati, da versare in Napoli al duca o ai suoi eredi, non ha una data di scadenza!, ma, nel frattempo, bisogna pagare gli interessi (sull'intera somma pattuita, in quanto non è contemplato il pagamento dell'acconto) al 4% annuo, cioè 2.200 ducati(2.100 in denaro e 100 in 4 "cantare" di prosciutti e lardi) "in perpatuo"con le seguenti modalità:
2.100 ducati in due semestri: 1.050 ducati l'ultimo giorno di febbraio 1719 e 1.050 ducati il 31 agosto 1719 e consegnare le 4 "cantare" nel mese di marzo 2019 e continuare così "in perpetuo". Quindi, don Oronzio Pinelli Ravaschiero  intendeva assicurarsi un “tributo” in perpetuo sotto forma di interessi, calcolati sull’intero importo di 55.000 ducati, dal momento che non veniva richiesto il pagamento di alcun acconto. Ma nel 1734 gli spagnoli, per iniziativa di Carlo I di Borbone, duca di Parma e Piacenza, sconfissero a Bitonto (BA) gli austriaci guidati proprio dall’allora principe di Belmonte (anch’egli un Ravaschiero, quindi appartenente alla famiglia di don Oronzio decaduto dall’investitura nobiliare nel 1722). Di conseguenza il Regno di Napoli passò nelle mani di Carlo I di Borbone.  Deduco liberamente, tenuto anche presente le iniziative politiche che Carlo I prese per limitare lo strapotere dei feudatari, che Rivello continuò a rimanere paese demaniale senza pagare più niente alla famiglia di don Oronzio Pinelli Ravaschiero.

Vedasi il seguente estratto della traduzione del documento originale:
  
Pag. 17 (12) e 18 (13) "…insieme hanno promesso e promettono e si obbligano nelli nomi suddetti e insieme al detto Duca intieramente darli e pagarli qui in Napoli li detti paoli 55 mila, intiero prezzo di detta terra con i suoi corpi, giurisdizioni e beni al medesimo Duca, quandocumque alla detta Università e suoi del Reggimento e cittadini presenti e futuri piacerà e parerà, senza darsi veruna prescrizione di tempo; e fra tanto correspondere e pagare a detto Duca e suoi eredi e successori - per loro interesse - annui docati duemiladuecento semestratim, alla raggione del quattro per cento, qui in Napoli, dal primo del detto mese di settembre del passato anno millesettecentodiciotto in avanti: cioè annui docati duemila e cento in denari contanti - e fare il primo pagamento de docati mille e cinquanta per il primo semestre all'ultimo di febbraio del corrente anno 1719, e la seconda paga del secondo semestre di simili docati mille e cinquanta farla all'ultimo d'agosto del medesimo corrente anno millesettecento e dicianove - e gl'altriannui docati cento - complimenti di detti annui docati duemila e duecento, interusurio di detti docati cinquantacinquemila, intiero prezzo predetto - darne e consegnarne qui in Napoli al detto Duca, siccome detti Procuratori hanno similmente promesso e si sono obbligati, a tutte spese di detta Università e cittadini insieme "cantara quattro di salami d'ogni bontà e perfezione, mercantibili e ricettibili: cioè cantara due di lardo e cantara due di prosciutti, secondo si fanno in detta terra di Rivello nel mese di marzo di ciascheduno anno, franche di portatura, gabella ed altro, con fare la prima consegna di dette cantara quattro di salami nel mese di marzo del detto corrente anno millesettecento e dicianove, e così da indi in poi e in perpetuo continuare a fare li pagamenti e consegne di detti annui docati duemila e duecento in danari e salami ut sopra. …"