La Chiesa

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Nel primo decennio del novecento, la parrocchia di S. Costantino, diretta dall'arciprete Don Francesco Paolo Magaldi (nella foto), di S. Costantino (1862 - 1919),si pose l'ambizioso obiettivo di edificare un Santuario in onore di S. Giuseppe, protettore del paese. I lavori, finanziati con il solo contributo della popolazione, iniziarono nel 1909. Proseguirono poi rapidamente solo per un breve periodo, perché ben presto incominciò a venir meno il denaro per l'aggravarsi delle difficoltà economiche del tempo, accentuate dallo scoppio grande guerra e poi dalla crisi finanziaria del 1929. Inoltre, nel 1919 moriva l'arciprete Don Francesco Paolo Magaldi, senza portare a termine, purtroppo, l'ambizioso progetto che aveva con tanto entusiasmo avviato. Ad esso aveva anche associata la costruzione di un edificio per accogliere l'Istituto femminile S. Giuseppe sotto la direzione delle suore Battistine di Angri (SA), che aveva aperto, proprio nel 1909, la scuola per i bambini dai tre ai cinque anni (asilo) e per l'insegnamento dei lavori "donneschi" (ricamo, cucito, ecc.) alle ragazze. Lasciava anche questa costruzione, iniziata il 23 luglio 1911, incompiuta. A dirigere la Parrocchia subentrò il fratello, Don Paolo Magaldi, di S. Costantino (1873 - 1942),che cercò con impegno di portare avanti le due costruzioni, dando la priorità, naturalmente, alla Chiesa, ma anch'egli non riuscì nell'intento. Infatti moriva il 3 ottobre del 1942, lasciando incompiuta sia la Chiesa che l'edificio per l'Istituto femminile S. Giuseppe. Tuttavia, per impegnare il nuovo parroco pure nel completamento di detto edificio, fece testamento olografo dettando le linee guida da seguire.
Comunque,si può dire che intorno al 1930  i lavori strutturali della Chiesa terminarono, pur con modifiche apportate al progetto in corso d'opera per evitare, principalmente, un contenzioso con  la persona che aveva donato il terreno per l'edificazione e che, in seguito, reclamò il rispetto di una maggiore distanza della costruzione dal confine della sua proprietà (perciò il portico e il colonnato previsti dinanzi alla facciata principale non furono realizzati, anzi il colonnato fu addirittura demolito). Bisognerà aspettare gli anni sessanta per vedere la ripresa dei lavori, questa volta con finanziamenti pubblici; comunque, in qualche modo, la Chiesa fu messa in quegli anni in condizione di poter essere utilizzata,  pur sempre in modo provvisorio in attesa di nuovi finanziamenti.
Negli anni novanta, si provvide al rifacimento del tetto con fondi del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Potenza e a lavori di consolidamento strutturale e di restauro ad opera della Sovrintendenza Regionele; inoltre, furono  eseguite la pitturazione interna e il restauro delle porte esterne, di alcune statue in legno (risalenti probabilmente al secolo XVIII) e di alcuni locali seminterrati  con fondi elargiti dalla cittadinanza. Più volte aperta provvisoriamente, come abbiamo già detto, e poi di nuovo chiusa per vari motivi, da ultimo ultimo il terremoto del 1998, finalmente  è stata definitivamente aperta ed è pienamente funzionante.
L'impianto è a croce latina, priva di decorazioni, ha una sola navata centrale e due corridoi laterali. Le due cappelline a fianco del presbiterio e dell'abside presentano rispettivamente sull'arco delle  porte di ingresso una tela raffigurante San Paolo e una raffigurante San Pietro, acquistate dalla parrocchia nel secondo decennio del duemila. L'altare maggiore fu rimosso durante i lavori di restauro e consolidamento ad opera della Sovrintendenza Regionale e sostituito con un altare per la celebrazione secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II, acquistato dalla Curia vescovile di Tursi Lagonegro.